Lungo l’Arno – Paesaggi, storia e culture

Casa Editrice: Aska Edizioni,  2016

di Saida Grifoni

Paesaggi, storia e culture
Il sistema Arno ha caratterizzato e permeato per secoli la realtà toscana, urbana e rurale: l’Arno è stato talvolta elemento di separazione e di confine, spesso fonte di controversie, ma soprattutto ha favorito, consentendo la navigazione e il tracciato di vie di comunicazione lungo i fondovalle e presso gli argini, la circolazione – oltre che di uomini, animali e merci – anche delle idee. Oggi il viaggiatore tardo-moderno non si dà pensiero delle antiche strade interpoderali, dimenticate o dismesse, che arrivavano al fiume con l’intento di guadarlo oppure di fruirne in qualche modo le acque o la vegetazione riparia; così il fiume Arno è percepito, ormai quasi esclusivamente, come un anonimo canale collettore che ha come compito fondamentale quello di condurre al mare, nel più breve tempo possibile, le sostanze di rifiuto delle aree più antropizzate della Toscana. Il fatto nuovo consiste nel diffondersi della  consapevolezza che è inderogabile la ricostruzione della realtà storica di questo indiscutibile patrimonio culturale, sebbene spesso sia misconosciuto e dimenticato, e che il fiume non è solo l’acqua che vi scorre con i suoi rifiuti che ne hanno fatto una sorta di fogna a cielo aperto, a tutto danno anche della vita biologica. Per tutelare il patrimonio culturale e insieme naturale del più toscano dei fiumi occorre riappropriarsi della disponibilità a comprendere in profondità le realtà paesistico-ambientali arnine, conoscerne il valore straordinario. Occorre recuperare il complesso di conoscenze che, capitalizzate in grande quantità quando l’Arno era fonte primaria di energia e materie prime e infrastruttura commerciale, sono scomparse negli ultimi cinquant’anni. L’intenzione del presente contributo è la conoscenza del fiume e dei segni culturali intorno ad esso: una sorta di “bonifica” della memoria storica come prima tappa verso la tutela e la valorizzazione della cultura arnina.

Autore dell'articolo: Montevarchi Cultura 52025

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